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  • Arcivescovo Martin Kmetec OFM - Immagine: "Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)"
  • L'archivescovo Martin Kmetec aiuta nella ristrutturazione!Immagine: "Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)"
  • L'archivescovo Martin Kmetec nell ambito di un dialogo con i confratelli.Immagine: "Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)"

Turchia – un piccolo gregge cristiano

L’arcivescovo Martin Kmetec dell’arcivescovado turco di Smirne soggiornerà in Svizzera dal 24 al 26 marzo 2023. Durante tale periodo celebrerà delle sante Messe a Chiasso, nella chiesa parrocchiale San Vitale martire e a Pedrinate, nella chiesa della Santa Croce. L’arcivescovo Kmetec si soffermerà sull’impegnativa situazione dei cristiani in Turchia. La pandemia del coronavirus ed un’inflazione dilagante aggravano ulteriormente la situazione.

Agenda del arcivescovo

Il cristianesimo in Turchia ha una ricca tradizione di 2000 anni. L’apostolo Paolo proveniva da Tarso nell’attuale Turchia, dove ha anche operato i suoi viaggi apostolici. Alcuni dei padri della Chiesa provenivano parimenti dalla regione della Turchia. Grazie ad essi e ai diversi concili, che sono avvenuti su suolo turco, l’eredità cristiana turca ha impresso la Chiesa sino ad oggi. Un tempo il cristianesimo prosperava nella regione dell’attuale Turchia, come sempre ancora testimoniano delle opere come Santa Sofia nell’attuale Istanbul, allora Costantinopoli, la capitale dell’Impero romano d’Oriente (Bisanzio).

L’eredità cristiana è minacciata

A seguito delle diverse ondate di persecuzione oggi rimangono pochi cristiani in Turchia. Essi sono stati espulsi e uccisi, le chiese sono state distrutte o espropriate e in parte sino ad oggi non sono state riconsegnate. Se all’inizio del 20° secolo circa il 20% della popolazione si diceva fosse cristiana, oggi lo è soltanto lo 0,2%. Sebbene la Costituzione turca garantisca la libertà di credo e di coscienza, la libertà di espressione e la libertà religiosa, tuttavia la realtà è ben diversa in molti aspetti: vi sono degli indizi significativi che indicano che la libertà religiosa in Turchia è minacciata anche oggi.

Repressione della minoranza cristiana

Il governo turco riconosce ufficialmente soltanto tre minoranze: i cristiani ortodossi apostolici armeni, i cristiani ortodossi greci e gli ebrei. Malgrado il loro statuto speciale questi gruppi non hanno, analogamente ad altre minoranze, tra le quali anche i cattolici, alcuna identità giuridica, non possono acquisire alcuna proprietà immobiliare o ricorrere ad alcun rimedio giuridico. Queste comunità religiose possono detenere delle proprietà immobiliari soltanto attraverso delle fondazioni separate. I loro diritti rimangono limitati. Ai cattolici e alle altre confessioni cristiane manca la possibilità di formare sacerdoti e insegnanti di religione. Non si possono fondare nuovi seminari. Vengono posti ostacoli da più parti anche per la ricostruzione di chiese.
Nei media emerge inoltre una tendenza preoccupante all’aumento dell’intolleranza e dell’incitamento all’odio. La cultura cristiana viene offesa nei media statali, in particolare a Natale e a Capodanno; tutto questo fomenta l’odio e la radicalizzazione e porta ad un contesto di paura ed insicurezza.

L’arcivescovo Martin Kmetec – padre francescano

L’arcivescovo Martin Kmetec è nato nel 1956 a Ptuj, in Slovenia. Nel 1976, dopo la sua formazione scolastica ed il servizio militare, è entrato in noviziato presso i frati francescani minori. Dopo il suo voto solenne, è andato negli Stati Uniti per i suoi studi di teologia, dove fu ordinato diacono. Un paio di mesi dopo, ricevette l’ordinazione sacerdotale in Slovenia. In Slovenia era formatore dei frati francescani conventuali. Tra il 1990 ed il 2001 ha vissuto in Libano, prima di andare in Turchia per operare lì.

L’8 dicembre 2020 la Santa Sede ha reso noto che il Papa aveva nominato Martin Kmetec arcivescovo metropolita di Izmir (Smirne) nel sudovest della Turchia. Martin Kmetec ricevette l’ordinazione episcopale il 2 febbraio 2021.

Nel 2021 l’Opera caritativa «Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN)» ha messo a disposizione quasi CHF 470 000 per dei progetti in Turchia.